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giovedì 16 luglio 2009

Buon compleanno, Feathers!

[Ginger Rogers, 1911-1995
in coppia con Fred Astaire in Top Hat]
Pseudonimo di Virginia Katherine McMath
Compleanno: 16 luglio
Segno zodiacale: Cancro

Una delle mie citazioni preferite, per i momenti in cui sono un po' giù, recita:

"Sure, Fred Astaire was great, but don't forget that Ginger Rogers did everything he did backwards . . . and in high heels!"
(Certamente Fred Astaire era grandioso, ma non dimenticare che Ginger Rogers faceva tutto quello che faceva lui, all'indietro e sui tacchi alti!)
Comics di Bob Thaves, 1982

Auguri, Ginger!

Post precedenti su Moviem@tica:
L'ultimo ballo di Cyd Charisse
Workshop di introduzione al tip tap in 5 lezioni

Buon compleanno, Queen Stanwyck!

[Barbara Stanwyck, 1907-1990]
Pseudonimo di Ruby Catherine Stevens
Compleanno: 16 luglio
Segno zodiacale: Cancro

"My only problem is finding a way to play my fortieth fallen female in a different way from my thirty-ninth".
(Il mio solo problema è trovare un modo di interpretare la mia quarantenne "maledetta" in un modo diverso dalla mia trentanovenne ["maledetta"]).
Barbara Stanwyck

Bella e sensuale senza essere una bellona seminuda, in grado di diventare elegante, sexy, eccentrica, pericolosa, mascolina, iper-femminile, coraggiosa, determinata, ingannatrice e irresistibile come le sue eroine cambiando stile, colore e taglio di capelli, gestualità e abbigliamento rimanendo sempre bravissima, credibile, capace di tener testa a qualunque collega e di reggere la scena anche da sola.

Ho sempre adorato Barbara Stanwyck perché era una tosta e che tosta è rimasta tutta la vita, continuando a recitare parti di donne tutte d'un pezzo, intelligenti e volitive, molto moderne e indipendenti. Perché ha saputo invecchiare senza sembrare un appendiabiti ossigenato e denutrito, evento epocale in quel di Hollywood. Perché La fiamma del peccato non sarebbe niente senza di lei. E per mille altri perché che rendono obbligatorio augurarle buon compleanno.

Post precedenti su Moviem@tica: Un gioco metacinematografico per augurare buon compleanno a Billy Wilder, non importa se in ritardo

Mood: Secret I Keep

[The Gossip, Norman Rockwell]

"Un secret, ce n'est pas quelque chose qui ne se raconte pas. Mais c'est une chose qu'on se raconte à voix basse, et séparément".
(Un segreto non è qualcosa che non viene raccontato, ma qualcosa che ci si racconta a voce bassa, in privato)
Marcel Pagnol [1895-1974]

mercoledì 15 luglio 2009

On Air: "Suicide" di Bobby Gaylor

Avete presente quelle mattine in cui vi alzate e tutto sembra fastidiosamente già scritto?
In cui siete di cattivo umore, stanchi, spossati, privi di energia e stimoli. In cui, semplicemente, non trovate ragioni valide per essere lì, dove siete, e non a letto a dormire al caldo. O al fresco, dipende dalla stagione.

L'altra mattina era esattamente così per la sottoscritta, finché dal mio iPod è comparsa, non so bene da quale angolo recondito, Suicide di Bobby Gaylor, una canzone che non sapevo nemmeno di avere. Quando ho letto il titolo, visto il mood giornaliero sono stata fortemente tentata di passare oltre, ma poi ho iniziato ad ascoltare e mi sono letteralmente innamorata.

Ho continuato ad ascoltarla in loop, con un sorriso ebete e nuove energie in corpo, per almeno mezza dozzina di volte. Non so nemmeno bene perché, il testo è molto bello ma non particolarmente allegro, ma è successo: mi ha regalato qualcosa che sono stata felice di ricevere. Provate anche voi, magari la magia si ripeterà.



ps. Il video contiene una apparizione televisiva con una versione breve del testo, ma è l'unico che ho trovato.

Stasera e domani va in scena a Racconigi "Pink Floyd Ballet" in versione integrale

Mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2009 alle ore 21.30
Serre Reali del Castello di Racconigi

Corpo di ballo del Teatro alla Scala in
Pink Floyd Ballet di Roland Petit
Per la prima volta in Italia in versione integrale

Nell'ambito di
Il Regio a Racconigi
Con il sostegno di Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Regione Piemonte, Fondazioni Cassa di Risparmio di Cuneo, Bra, Fossano, Saluzzo e Savigliano, Amber Capital
In collaborazione con Comune di Racconigi, Terre dei Savoia

Coreografie Roland Petit
Musica Pink Floyd

Dopo il debutto al Teatro alla Scala di Milano il 29 giugno 2009, approda a Racconigi il famoso balletto ispirato alla musica dei Pink Floyd, originariamente in quattro movimenti alla sua prima apparizione nel 1972 a Marsiglia, e oggi notevolmente ampliato con brani tratti dagli album successivi della band inglese.

Biglietti
Le sere di spettacolo la biglietteria del Teatro Regio si sposta, dalle ore 20.00, alle Serre Reali del Castello di Racconigi. Saranno garantiti almeno 60 biglietti last minute, in vendita un’ora prima dell’inizio del concerto allo stesso prezzo del ridotto.

Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti:
Teatro Regio Torino
Tel. 011 881 55 57 - info@teatroregio.torino.it
Tel. 011 881 52 41/242 - biglietteria@teatroregio.torino.it
Serre Reali del Castello di Racconigi Tel. 0172 850 69

Post precedenti su Moviem@tica:
RegioneInTour: "Il barbiere di Siviglia"
Le Serre Reali di Racconigi a "Maratonarte"

Su Twitter da pochi giorni, e mi sono già imbattuta in uno spammer!

[Avviso di Twitter che la pagina che si desidera visitare
è stata bloccata]

Sono su Twitter da circa tre/quattro giorni e ho già provato il brivido di ricevere un invito "sospetto" che Twitter ha bloccato alla radice, impedendomi di accedere alla pagina di riferimento.
Sto ancora facendo pratica e facendo conoscenza con il (per me) nuovo mezzo, ma per ora mi piace molto. Intanto, eccovi il nuovo layout del mio profilo:

Passate a trovarmi, se vi va!

Post precedenti su Moviem@tica:

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero contro il DDL Alfano


lunedì 13 luglio 2009

Anche Moviem@tica alza la voce contro il bavaglio del DDL Alfano

[clicca sull'immagine per ingrandirla]

Fino a dieci minuti fa ero indecisa se aderire o meno allo sciopero dei blogger lanciato da Alessandro Gilioli di Piovono rane contro il decreto intercettazioni, in appoggio allo sciopero nazionale di giornali, tv e siti web indetto per martedì 14 luglio 2009, domani, dalla Federazione Nazionale della Stampa.

Ci ho riflettuto a lungo, in queste settimane. Ho infine scelto di aderire, ma nel farlo non voglio nascondere le mie perplessità. Perplessità che nascono da tre questioni, essenzialmente:
#1. Chi non si interessa di Internet - in Italia, ancora gran parte della popolazione, con buona pace dei geek e dei blogger - non sa quasi nemmeno cosa siano o cosa facciano i blogger, quindi scioperare è quasi un controsenso, dal momento che buona parte della popolazione che si vorrebbe sensibilizzare scioperando non si accorgerà della differenza;
#2. Pur con qualche significativa eccezione, i giornalisti e i mezzi di comunicazione tradizionali si puliscono letteralmente il sedere con i blog - a meno che non siano i pochi fortunati, quelli molto potenti e molto seguiti - e li ignorano, quando non li sfottono apertamente. Che un giornalista (sì, anche blogger, ma Alessandro Gilioli si guadagna da vivere come giornalista) proponesse quindi ai blogger l'adesione per solidarietà, più che insolito potrebbe sembrare quanto meno un gesto da opportunista.
#3. Viene segnalato e sottolineato dovunque da tempo che i blog non sono testate giornalistiche e che quindi chi gestisce un blog ha una professionalità considerata dai più alquanto nebulosa e scadente.

Perché ho scelto di aderire, allora? Perché non ritenendo giuste in quanto cittadina e in quanto blogger le fortissime limitazioni alla mia libertà personale e d'espressione che il ddl Alfano tenta di imporre, ritengo sia importante mostrare - ai pochi che se ne accorgeranno, certo, ma magari saranno più del previsto - una blogosfera unita, compatta, forte, pronta a mettere da parte differenze e rivalità per lottare. Per far valere i propri diritti, per chiudere la bocca a quanti le dedicano solo alzate di spalle distratte o leggi assurde e liberticide.

Spero soprattutto che se ne accorga la stampa estera, di questo sciopero. Da quella nostrana mi aspetto poco o nulla.

Per maggiori informazioni:
Diritto alla Rete

Post precedenti su Moviem@tica:
Sperando che si tratti di una bufala: A volte ritornano... le ronde
Petizione online "No alla rettifica per tutti i "siti informatici" su Firmiamo.It

Quando si parla al cellulare per strada non si è nel proprio salotto, ma magari ci si ritrova in quello di qualcun altro...

[Cabina telefonica "portatile",
Immagine da Millersville University.Edu]

"Life doesn't imitate art, it imitates bad television".
(La vita non imita l'arte, imita la cattiva televisione)
Woody Allen

Mi era già capitato in passato di riflettere su questa affermazione di Woody Allen, ma oggi le circostanze mi hanno portata oltre. Cosa c'è oltre? Il domandarsi ininterrottamente per circa mezz'ora se non si stia sperimentando sulla propria pelle una candid camera.

Personalmente non sopporto chi abusa del cellulare, chi urla i fatti propri per strada o in luoghi pubblici, chi lo lascia acceso e libero di squillare al cinema o alle riunioni di lavoro, chi si trasforma in un "telefonatore seriale da treno" chiamando in sequenza più persone a cui racconta le stesse cose per ingannare la noia durante i viaggi... etc. etc.

Spesso osservo con fastidio quanto le persone, trascinate dal cellulare, finiscano per dimenticarsi di non essere nel salotto della propria casa ma in mezzo a sconosciuti che non hanno voglia e non sarebbero tenuti a sentire i loro fatti privati.

Oggi mi trovavo al capolinea di un autobus che prendo spesso ed è salito un uomo, visibilmente alterato. Urlava al cellulare, dicendo a una donna che con lei aveva chiuso e non avevano niente da dirsi. Peccato che poi abbia continuato a stare al telefono con lei per oltre mezz'ora, parlando a voce molto alta dei suoi casi personali.

Nel corso della conversazione ho dovuto scoprire, pur non essendo minimamente interessata ma essendo mio malgrado impossibilitata a leggere dalle sue urla belluine:
  • il suo nome;
  • il nome della sua compagna;
  • il nome dell'uomo con cui la sua compagna l'ha tradito una prima volta;
  • il nome dell'uomo con cui la sua compagna l'ha tradito ieri;
  • da quanti anni sta insieme alla sua compagna;
  • che non ha mai tradito la sua compagna;
  • che non riesce a vivere senza di lei;
  • che la sua compagna gli ha chiesto una seconda chance e poi l'ha tradito;
  • quante volte l'ha vista nell'ultima settimana;
  • il numero di bambini che ha;
  • i nomi dei suoi bambini;
  • come i suoi bambini chiamano l'amante della sua compagna;
  • quante settimane di ferie ha la sua compagna;
  • con chi andrà in ferie la sua compagna;
  • quante settimane di ferie ha lui;
  • quando va in ferie;
  • quanto ama la sua compagna;
  • quanto non si fida della sua compagna;
  • quanto è profondamente in crisi;
  • le ferite riportate durante uno scontro con il nuovo amante della sua compagna;
  • dove abita;
  • varie ed eventuali.

Non pago di aver intrattenuto tutti i passeggeri dell'autobus compreso l'autista da quando il veicolo si è messo in moto a quando è finalmente sceso, l'uomo ha continuato a urlare al telefono sgridando la donna, interrompendola, ripetendo più volte le stesse frasi e infine dandole appuntamento sotto casa sua (!) per mostrarle che non si è rotto un sopracciglio picchiando il rivale...

Un simile comportamento da mentecatto instabile e volgare non sarebbe grave, finché venisse inflitto solo alla sua compagna: il danno sarebbe minimo - se non tengo conto del fatto che questi due pazzi sono responsabili di bambini piccoli - dato che i due si sono scelti (?!), presumibilmente di propria spontanea volontà.

Ma io e gli altri passeggeri, cosa c'entriamo nelle beghe relazionali di un pazzo? Ed è scattata in me la speranza di far parte di una candid camera: ero seduta al mio posto, non potevo muovermi, non potevo ridere anche se ne sentivo fortemente l'impulso, non potevo leggere, non potevo voltarmi, non potevo nemmeno parlare al telefono a mia volta perché le sue urla avrebbero coperto la mia voce.

Una signora anziana mi si è avvicinata prima di scendere e mi ha sussurrato Ora mi manca solo il cognome e poi saprò tutto di lui. Parole sante.