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martedì 15 settembre 2009

On Air: il trailer di "No Impact Man", con tanto di dubbi della sottoscritta

No Impact Man (2009) di Laura Gabbert e Justin Schein è un documentario che racconta l'esperimento compiuto per un anno da un uomo di New York, Colin Beavan (e dalla sua famiglia, composta dalla moglie Michelle e dalla figlia di due anni), di ridurre drasticamente il proprio impatto ambientale. Come?

Rinunciando alla tv, agli acquisti inutili, ai prodotti chimici derivati dal petrolio per l'igiene personale, agli sprechi. Sostituendo l'energia elettrica con le candele, la carne con frutta e verdura prodotte e acquistate a km 0, i taxi e gli altri mezzi di trasporto con le biciclette o lunghe passeggiate. Dandosi al compostaggio dei rifiuti domestici.

Il risultato? Un documentario che ha entusiasmato critica e pubblico perché divertente, interessante e mai noioso, presentato il concorso all'ultimo Sundance Film Festival.

In attesa di vederlo e quindi di poter parlare con cognizione di causa, due considerazioni: la prima è che senza raggiungere estremi simili passando da 100 a 0 in un momento, è possibile vivere una vita "piena" riducendo fortemente il proprio impatto ambientale modificando gradualmente (e in modo permanente) le proprie abitudini quotidiane.

In questo caso parlo con cognizione di causa: io non mangio prodotti animali, consumo frutta e verdura biologiche a km 0, non possiedo un'auto né un televisore, uso spesso le candele (e riciclo la cera quando sono finite producendo altre candele) e utilizzo solo lampadine a risparmio energetico, ho ridotto drasticamente l'acquisto di imballaggi grazie al Negozio leggero, non uso assorbenti usa e getta né sacchetti di plastica, acquisto solo detersivi ecologici e saponi vegetali e persino la lettiera igienica di Kim è compostabile.
Da sempre bevo acqua del rubinetto e non acque minerali in bottiglia.

In tutto questo "ridurre", non vivo le mie scelte come un esperimento sociologico o un sacrificio, ma come un segno di coerenza rispetto alle mie convinzioni, ai miei valori, al modo in cui voglio affrontare la mia vita.

Perché puntualizzo in modo così saccente? Perché il dubbio è che, al termine di un anno trascorso in modo così estremo "per provare che effetto fa", la famiglia Beavan si sia rituffata di colpo appena possibile davanti al proprio maxischermo panoramico rimpinzandosi di costolette d'agnello con tutte le luci di casa accese contemporaneamente.

Anche il fatto che l'esperimento non sia stato dettato solo da convinzioni personali ma dall'intento di pubblicare un libro sull'argomento - e quindi di guadagnarci su economicamente/professionalmente - mi suscita qualche dubbio. Spero la visione del documentario mi smentisca quanto prima.

Per maggiori informazioni:
Sito ufficiale di No Impact Man (in inglese)

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Alcune immagini del Negozio leggero di Via Napione a Torino
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh sono dei geni, fare queste cose e guadagnarci pure ti fa sprecare meno fatica nel trovare un lavoro...Stricnina

Manuel ha detto...

@ Moviem@tica

ho letto il libro è non passa da 0 a 100 rimpinzandosi di costolette d'agnello con tutte le luci di casa accese contemporaneamente.

voto 10

Moviem@tica ha detto...

@Manuel:
Grazie della visita e del tuo voto!
Sono molto interessata. Nel libro spiega in dettaglio anche cosa ha fatto dopo questo anno di 'esperimenti'?
Credevo il libro fosse incentrato solo sull'anno senza sprechi. Puoi dirmi un po' di più?