Ovviamente non fa più notizia. L'escalation degli stupri è stata strumentalizzata abbastanza nei mesi scorsi per far digerire anche agli scettici l'ipotesi delle ronde fai da te, ora tira di più la cattiveria assassina dei cani randagi. E ovviamente come rimettersi in forma in due settimane per la prova bikini.
Leggo però qui che due giovani finanzieri in servizio a Milano, ossia due militari in servizio pagati dai cittadini italiani con le loro tasse, durante un controllo di routine effettuato di notte sui viali per multare le prostitute [e stranamente mai i clienti, NdR] hanno pensato bene di prelevarne una, violentarla e poi darsi alla fuga come se niente fosse. Pensando magari che tanto una giovane schiava del sesso, magari clandestina, non avrebbe fatto tante storie né sporto denuncia. Magari.
Solo che la vittima e le sue colleghe hanno preso la targa e contattato il 113, portando all'individuazione dei due colpevoli. Che, interrogati, hanno pensato bene di rispondere: "Abbiamo fatto una cazzata". Ah beh, allora tutto si spiega, scusate! Hanno solo fatto una cazzata.
Non solo sono funzionari dello Stato che abusano della posizione privilegiata concessa loro dalla divisa che portano per commettere a propria volta una mezza dozzina abbondante di reati convinti di essere al sicuro da eventuali sanzioni, ma tutto quello che sanno dire una volta fermati è "Abbiamo fatto una cazzata"?
Prima ancora di essere reato, la violenza sessuale su una donna è un'offesa gravissima verso una persona. Anni fa, in seguito a fatti di cronaca, c'erano state sterili polemiche sul fatto che uno stupro su una prostituta valga "meno" che su una vergine o su una madre di famiglia. Ho sempre pensato siano considerazioni assurde e senza senso. Uno stupro è uno stupro, su chiunque venga commesso. Definirlo "una cazzata" è altrettanto senza senso.
Leggo però qui che due giovani finanzieri in servizio a Milano, ossia due militari in servizio pagati dai cittadini italiani con le loro tasse, durante un controllo di routine effettuato di notte sui viali per multare le prostitute [e stranamente mai i clienti, NdR] hanno pensato bene di prelevarne una, violentarla e poi darsi alla fuga come se niente fosse. Pensando magari che tanto una giovane schiava del sesso, magari clandestina, non avrebbe fatto tante storie né sporto denuncia. Magari.
Solo che la vittima e le sue colleghe hanno preso la targa e contattato il 113, portando all'individuazione dei due colpevoli. Che, interrogati, hanno pensato bene di rispondere: "Abbiamo fatto una cazzata". Ah beh, allora tutto si spiega, scusate! Hanno solo fatto una cazzata.
Non solo sono funzionari dello Stato che abusano della posizione privilegiata concessa loro dalla divisa che portano per commettere a propria volta una mezza dozzina abbondante di reati convinti di essere al sicuro da eventuali sanzioni, ma tutto quello che sanno dire una volta fermati è "Abbiamo fatto una cazzata"?
Prima ancora di essere reato, la violenza sessuale su una donna è un'offesa gravissima verso una persona. Anni fa, in seguito a fatti di cronaca, c'erano state sterili polemiche sul fatto che uno stupro su una prostituta valga "meno" che su una vergine o su una madre di famiglia. Ho sempre pensato siano considerazioni assurde e senza senso. Uno stupro è uno stupro, su chiunque venga commesso. Definirlo "una cazzata" è altrettanto senza senso.
Riporto dall'articolo apparso su Milano.Repubblica.It:
La loro posizione, tralasciati gli ovvi imbarazzi di Questura e comando provinciale della Gdf, è delicatissima. I due militari rischiano, oltre al fermo per stupro, la contestazione di un’altra mezza dozzina di reati. Tra questi il peculato, l’omissione di atti d’ufficio, l’abuso di potere e l’abbandono di posto, che da solo comporta una pena fino a tre anni di carcere. Oltre a uno scontato provvedimento disciplinare — e la «piena collaborazione» con la magistratura, fanno sapere i vertici milanesi delle Fiamme gialle — e a un possibile approfondimento d’indagini per verificare se i due militari avessero già commesso violenze in passato.
Speriamo non siano solo parole di circostanza per salvare almeno la faccia in attesa che si calmino le acque. Altro che ronde!?
La loro posizione, tralasciati gli ovvi imbarazzi di Questura e comando provinciale della Gdf, è delicatissima. I due militari rischiano, oltre al fermo per stupro, la contestazione di un’altra mezza dozzina di reati. Tra questi il peculato, l’omissione di atti d’ufficio, l’abuso di potere e l’abbandono di posto, che da solo comporta una pena fino a tre anni di carcere. Oltre a uno scontato provvedimento disciplinare — e la «piena collaborazione» con la magistratura, fanno sapere i vertici milanesi delle Fiamme gialle — e a un possibile approfondimento d’indagini per verificare se i due militari avessero già commesso violenze in passato.
Speriamo non siano solo parole di circostanza per salvare almeno la faccia in attesa che si calmino le acque. Altro che ronde!?
Post precedenti su Moviem@tica:
Conferenza sulla violenza contro le donne
Una vita segregata... in casa
Pillole di autodifesa al femminile - I
Pillole di autodifesa al femminile - II
Oggi è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
Senza parole: "Stuprò le figlie per 25 anni e le mise incinta 19 volte"
Sperando che si tratti di una bufala: A volte ritornano... le ronde
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