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domenica 5 ottobre 2008

La roulette russa dell'intolleranza al formaggio e un bell'articolo sul racket internazionale dei prodotti latto-caseari


Ieri sera, dopo diverso tempo, mi sentivo sborona e ho giocato alla roulette russa della mia intolleranza al formaggio, mangiando un piatto di Tortelloni Ricotta e Spinaci della Barilla.
Lo so, non avrei dovuto a priori. E ne ho pagato abbondantemente le conseguenze con una fantastica notte in bianco, così oggi lo so doppiamente, che non avrei dovuto.

Decisa definitivamente a non giocare mai più a fare la piccola Robert De Niro delle intolleranze alimentari, trovo ad aspettarmi su Internet un interessante articolo di Paolo Berizzi che fornisce nuovi spunti sui traffici illeciti che fanno magicamente comparire formaggio di pessima qualità sulle tavole dei consumatori, ignari del racket a cui è magari soggetta un'apparentemente innocua confezione di Sottilette e soprattutto illusoriamente convinti di poter esercitare il proprio potere d'acquisto scegliendo che tipo di prodotto comprare. Mi illudevo anche io.

L'articolo è originariamente comparso su Repubblica.It ma stranamente non l'ho visto pur visitando il sito ogni giorno. Il link si riferisce quindi al portale grazie a cui l'ho scoperto:

Sulle rotte del formaggio avariato
Arrivano in Italia, dopo incredibili "sponde" extraeuropee, i formaggi "low cost", e le nostre industrie sanno bene come utilizzarli


Post precedenti su Moviem@tica:
Formaggi in putrefazione riciclati per produrre nuovi formaggi...

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