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mercoledì 24 giugno 2009

Lettera aperta alla direzione del Torino GLBT Film Festival

Ho inviato la seguente lettera aperta alla Direzione del Torino GLBT Film Festival venerdì 19 giugno 2009 alle ore 19.24, non appena ho saputo che i tre programmatori della kermesse Davide Oberto, Ricke Merighi e Cosimo Santoro erano stati sollevati dal loro incarico senza preavviso e senza che fosse loro fornita alcuna spiegazione in merito all'accaduto.

Non avendo ancora ricevuto alcuna risposta, e dal momento che sui siti è cominciato il tam tam di botta e risposta, partecipo a modo mio alla querelle pubblicando la lettera.

A fondo post trovate anche i link ad articoli di approfondimento apparsi su portali a tematica GLBT
, gli unici che si stiano occupando di un "terremoto" che a mio parere dovrebbe invece interessare chiunque sia appassionato di cinema, non solo per la qualità del Festival ma anche per le modalità in cui viene gestita una manifestazione culturale patrimonio della collettività.

Buongiorno,
sono una affezionata frequentatrice del Festival da una dozzina d'anni ormai.
A partire dal 1996 non ho mai perso un'edizione seguendo con interesse e affetto le retrospettive, gli omaggi, i concorsi, le novità e i graditi ritorni.

Ho appreso oggi con notevole sconcerto la decisione di questa direzione di non riconfermare i tre programmatori Davide Oberto, Ricke Merighi e Cosimo Santoro, che solo un paio di mesi fa venivano pubblicamente lodati durante gli appuntamenti del Festival 2009 per il loro lavoro prezioso, di altissimo livello, insostituibile, condotto con passione e impegno nonostante le ristrettezze economiche patite dalla kermesse.

Lo sconcerto di questa "rottura" consumatasi senza fornire spiegazioni e senza preavviso si affianca allo stupore e anche al timore che tale decisione possa essere un segnale poco incoraggiante per il futuro del Festival, per la sua qualità e varietà, per lo spirito che ne ha animato le edizioni a cui queste persone hanno collaborato.
Un modo per "zittire" più facilmente la sua unicità, per inglobarlo, per farlo sparire o per comprometterne l'importanza.

Avevo già trovato molto preoccupanti le affermazioni ascoltate personalmente durante la conferenza stampa di presentazione e anche durante le serate inaugurali e conclusive di questa edizione in merito all'incertezza che sembra avvolgere la manifestazione, come se ci fossero dubbi sul portare avanti la kermesse, sul mantenerla al livello a cui il pubblico è abituato, sul festeggiare degnamente il venticinquennale con un'edizione in grado di coronare un impegno continuo, militante, di incredibile valore.

In quanto cittadina che, con le proprie tasse, contribuisce alla realizzazione di un evento sovvenzionato da denaro pubblico, ritengo mio diritto chiedere quali motivazioni abbiano portato alla rottura della collaborazione con Davide Oberto, Ricke Merighi e Cosimo Santoro e vorrei avere maggiori informazioni sul futuro del Festival, che al momento mi appare pericolosamente incerto e circondato da spesse nubi.

Azzurra Camoglio

Per maggiori informazioni:
Ribaltone al Festival gay "Da Sodoma a Hollywood"
Terremoto al Togay, via i programmatori

2 commenti:

alessandro ha detto...

purtroppo l'unica risposta che ti verrà data è che i fim erano noiosi, lunghi, e in lingue oscure.
prossimamente: il bagaglino.

Azzurra Camoglio ha detto...

Finora purtroppo non mi è stata data proprio alcuna risposta, nemmeno quella trita e ritrita che ipotizzi tu.

Scusami intanto se ti rispondo solo adesso!