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martedì 14 ottobre 2008

La soap opera sui formaggi adulterati continua. Ma non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere


La soap opera latto-casearia continua.
Questa mattina Repubblica.It ha pubblicato un nuovo articolo di Paolo Berizzi, che aggiorna i consumatori sulla querelle relativa ai formaggi avariati abitualmente immessi sul mercato e regolarmente venduti come se fossero perfettamente commestibili.

Perugia, denuncia dei dipendenti Galbani
"Così ci fanno vendere i formaggi avariati"

Sconsiglio la lettura a chi è debole di stomaco (in tutti i sensi), a chi pensa che l'unica verità sia quella garantita dagli spot luccicanti e soprattutto a chi vuole continuare a non vedere.
Si potrebbe pensare che siano poche le persone che non vogliono vedere, ma sono sempre più convinta che siano la maggioranza: ieri ho pranzato con un ragazzo che, dopo aver lavorato sei mesi come operaio in un allevamento intensivo in cui i polli venivano ammassati, tenuti perennemente immobili e ingozzati falsando i normali ritmi circadiani a suon di neon, pur non essendo in grado di indicare con cosa venivano nutriti i polli, pensa che mangino nello stesso modo dei polli ruspanti allevati a terra. Resta il mistero di come mai i primi maturino in quaranta giorni e i secondi in quattro-cinque mesi, ma lui pareva non essersi mai posto il problema.

Se invece volete porvi il problema di cosa comprate e mangiate, e soprattutto di cosa viene venduto agli ignari consumatori [perché resto dell'idea che per un caso che si scopre, dieci restino sommersi e impuniti], leggete l'articolo. E poi dite Cheese.

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