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sabato 27 settembre 2008

Un "ciao" fuori dal tam tam di Internet per salutare Paul Newman

[Paul Newman in un momento di relax]

Torno a casa e trovo ad attendermi la notizia che Paul Newman è morto da poche ore. Credo fosse ormai uno dei pochi attori della "mia" Hollywood anni Cinquanta a essere ancora vivo: Gregory Peck, James Stewart, Robert Mitchum e Marlon Brando sono scomparsi tutti nell'ultimo decennio.

Il tam tam di Internet si è attivato e compaiono dovunque filmografie, ritratti fotografici, coccodrilli più o meno sentiti. Non ho molta voglia di accodarmi al tam tam, specialmente perché riguarda il mio attore preferito in assoluto.
Da bambina avrò visto non so quante volte La lunga estate calda, La gatta sul tetto che scotta, La dolce ala della giovinezza, Intrigo a Stoccolma, Il sipario strappato, Lassù qualcuno mi ama, Paris Blues, Nick mano fredda, Detective Harper: acqua alla gola, Butch Cassidy & Sundance Kid, La stangata... e tutti gli altri film da lui girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Persino Exodus.
Crescendo, ho recuperato anche i film più recenti e quelli da lui diretti. Alcuni li ho visti al cinema, in prima visione. Credo me ne manchino davvero pochi, all'appello.

Mi sono sempre piaciute la serietà e la coerenza grazie alle quali, appunto, non si è mai preso troppo sul serio pur impegnandosi in attività filantropiche e nel sostegno del Partito Democratico. Mi è sempre piaciuto il matrimonio così poco mediatico e paparazzato che, per cinquant'anni, l'ha incantevolmente legato a Joanne Woodward in un contesto in cui i legami durano al massimo un paio d'anni. Mi è sempre piaciuto quel suo mix di understatement e sex appeal che nessuno, dopo di lui, ha saputo ricreare. Almeno secondo me.

Anche la foto che ho scelto è una delle meno glamour: non i pettorali scolpiti e l'occhio azzurro che uccide, non le pose da uomo tutto d'un pezzo che ti seduce quasi senza volerlo, non il fascino sornione di chi ha passato gli anta ma dà ancora dei punti a chi ha la metà dei suoi anni, ma un momento di relax in cui, come se fosse la cosa più naturale del mondo, si ripara (o fa finta di riparare, poco importa) un calzino. Chi altri potrebbe reggere con classe uno scatto simile?

Ciao, Paul.

2 commenti:

Andrea M. ha detto...

Eh, già.
Mi è sempre stato simpatico Paul Newman, fin da ragazzino. Sarà perchè eravamo nati lo stesso giorno (26 gennaio), sarà per alcuni suoi film mitici (hai dimenticato un must della commedia amara: "La vita a modo mio")... Ciao, grande.

Azzurra Camoglio ha detto...

Hai ragione, è un gran bel film.
Ma non è che l'abbia proprio dimenticato; non ho citato nessun film posteriore agli anni Settanta.

Quindi mancano all'appello anche MISTER HULA HOOP, MR. E MRS. SMITH, PER AMORE DEI SOLDI, LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO, IL VERDETTO, FATHER AND SON... etc. etc.

Niente male comunque condividere il compleanno con Paul Newman! Io mi devo "accontentare" di Gene Kelly e River Phoenix.