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martedì 12 febbraio 2008

Il mio caos lo decido io

[Caos calmo]

Ho visto Caos calmo in anteprima mercoledì scorso, prima che uscisse in sala, durante una proiezione al Cinema Massimo Uno alla presenza del regista Antonello Grimaldi e di buona parte del cast, Nanni Moretti compreso. I biglietti per la serata sono andati esauriti in poche ore e al momento di entrare in sala si è formata nuovamente una lunga coda perché tutti volevano accaparrarsi i posti migliori.

Caos calmo non mi è piaciuto e avevo deciso di non parlarne, perché non sono una di quelle persone che segue la massima tanto in voga in Italia Bene o male, l'importante è che se ne parli. Però.
Però sono una donna adulta e vivo in un Paese presumibilmente laico, democratico e non oscurantista per cui (1) quello che posso o non posso vedere in sala, una volta che io abbia regolarmente pagato il biglietto, lo decido io. Per cui (2) trovo francamente molto irritante l'invito che la Cei ha rivolto agli attori perché facciano obiezione di coscienza nel caso siano previste scene erotiche "forti" nei film. Per cui (3) eccomi qui a scriverne, alquanto incazzata.

"I due attori fanno l'amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: capisco che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch'io sono rimasto stupito e disturbato. Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perché non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull'altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti".

Così si esprime don Nicolò Anselmi, responsabile della Cei per la pastorale giovanile, e il suo augurarsi una scena "romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio" mi infastidisce molto di più che non l'aver visto una scena di sesso che ho trovato poco coerente con la struttura narrativa e drammaturgica del film.

Obiezione di coscienza verso cosa? Svalutazione di cosa? Il sesso è diseducativo solo perché nel film non ci sono le dissolvenze e i flou come avveniva negli anni Cinquanta o perché magari i due personaggi fanno sesso per il loro piacere e non per procreare? In un periodo come questo, in cui le pressioni sulla Legge 194 diventano più incalzanti e vergognose giorno dopo giorno, le osservazioni del don di turno non mi sembrano buttate lì per caso.

Da quando in qua dev'essere la Cei a fissare i canoni comportamentali e professionali a cui deve conformarsi il cinema italiano? A quando il ritorno "ufficiale" verso il Medioevo?

4 commenti:

Giuliana Cupi ha detto...

Evidentemente o la posizione del missionario o niente. Poi non ho capito perché tante storie su questa scena di sesso, se ne vedono in ogni film, la maggior parte delle volte a sproposito...si vede che questo ha ricevuto dei finanziamenti da Rutelli ovvero dalla CEI.
Giuliana

Azzurra Camoglio ha detto...

Già.
Una interessante teoria sostiene che a uccidere il cinema italiano rendendolo insulso e inesportabile sia la morte del produttore vecchia maniera, quello che rischiava i propri soldi e non i soldi pre-finanziati dello Stato...

Edoardo Montenegro ha detto...

Caos Calmo mi è piaciuto molto, ma concordo con te sul fatto che quella scena di sesso sia completamente decontestualizzata dal film. Peraltro, presa di per sé, è una bellissima scena: diretta, senza veli. Forse meritava uno sviluppo autonomo, magari un film diverso.
Da alcuni giorni, senza aver letto nulla a riguardo, tanto meno il libro di Sandro Veronesi, mi interrogo sul significato narrativo di quella scena. Pietro invita Eleonora a casa sua. Eleonora è la sua vicina. La scena si svolge davanti ad una finestra. Qualcuno in casa di Eleonora vede la scena? E’ la punizione che Eleonora infligge al marito che voleva farla affogare? Oppure in casa di Eleonora è Steiner, di cui Eleonora parrebbe essere l’amante? E’ per questo che Steiner va poi da Pietro per fargli una “scenata di gelosia”, come dirà Pietro stesso? Pietro ha forse premeditato? Sapeva che Steiner avrebbe visto, si sarebbe ingelosito, non lo avrebbe più preso in considerazione per la presidenza della società in Italia? E’ in questo modo che Pietro si chiude definitivamente e volontariamente la possibilità di lavorare ancora, restare vicino a sua figlia e riscattare l’amore mai davvero concesso a sua moglie, quando era viva?
Ciò non toglie che quella scena, buttata in mezzo al film in modo decontestualizzato, appare una digressione fine a se stessa, un racconto nel racconto, un improvviso cambio di registro, un abbozzo incompiuto e mal riuscito.
L’oggetto del contendere, però, è un altro: quando ho visto su una scrivania la prima pagina della Stampa con un fotogramma del film e il titolo “Caos Calmo, anatema dei Vescovi.”, ho pensato – parafrasando le parole del tuo post – di vivere in un Paese confessionale, non democratico e oscurantista.
La Confessione Episcopale Italiana non ha alcun diritto di interferire con le leggi del nostro Paese. Certo, può esortare gli attori cattolici all’obiezione di coscienza: non so quanti possano essere gli attori cattolici, ma sono liberi di fare ciò che credono giusto. Mi chiedo, piuttosto, perché le prese di posizione della CEI conquistino sempre le prime pagine dei giornali, mentre le prese di posizione dei laici vi appaiano soltanto quando la CEI esprime su di esse il proprio giudizio. Riuscite a immaginare il taglio basso della Stampa con una fotografia di Franco Grillini che chiede il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali o un’intervista a un sacerdote che racconta la propria sessualità?
I media sono ormai completamente distaccati dalla realtà: non la descrivono, non vi si confrontano. La costruiscono e ricostruiscono a loro piacimento, ce la impongono. Non esprimono idee da discutere: si limitano a vendere idee preconfezionate, come se i cittadini non fossero che cacciatori-raccoglitori, allevati nei supermercati e pronti a morire soli davanti a un televisore.

www.talkingaboutitaly.blogspot.com

Azzurra Camoglio ha detto...

Ti ringrazio per il commento molto interessante e stimolante che in gran parte condivido.

Nemmeno io ho letto il romanzo, ma un amico che l'ha letto mi ha spiegato che, seguendo la concatenazione dei pensieri e degli avvenimenti così come avviene nelle pagine del libro, l'incontro notturno tra i due è molto meno "gratuito".

In una intervista Sandro Veronesi ha affermato che si tratta di un modo per rendere "umano" il personaggio, mostrandone anche imperfezioni e debolezze, mostrandolo non come il padre perfetto da spot del Mulino Bianco ma come un padre che può comunque sbagliare e rischia di farsi sorprendere dalla figlia.

Per quanto riguarda l'atteggiamento dei media rispetto alle notizie... il discorso sarebbe molto lungo e penso basti pensare al rilievo dato dalla stampa italiana alla querelle sull'invito al Papa alla Sapienza, tormentone che ha dominato le prime pagine dei giornali per settimane, mentre all'estero hanno liquidato giustamente la notizia in poche righe.